Il futuro secondo Peter Thiel da Zero a Uno

Il futuro può essere:

  1. Alternanza senza fine prosperità-rovina
  2. Crescita asintotica verso un tetto massimo (altipiano) -> Il resto del mondo raggiunge il livello dei paesi occidentali
  3. Fine catastrofica
  4. Crescita inarrestabile
Il futuro secondo Peter Thiel

Il futuro secondo Peter Thiel

La prima possibilità era una convinzione profonda del passato, secondo cui nulla sembra poterci allontanare da un ciclo continuo di catastrofi e rinascite. Solo in epoca moderna sembra che abbiamo potuto liberarci da questa convinzione inanellando una serie continua di progressi tecnologici che hanno interrotto il ciclo.

La seconda possibilità è quella che sembra stiamo vivendo dalla fine degli anni 70 ad oggi. Il mondo occidentale ha raggiunto un livello adeguato di benessere e tramite la globalizzazione mediante piccoli avanzamenti incrementali la Cina ed altri paesi in crescita pian piano stanno raggiungendo il nostro livello tecnologico. Magari saltando qualche ciclo tecnologico per giungere immediatamente alla tecnologia più moderna. Si pensi alla rete di telecomunicazioni cinese che è nata direttamente wireless senza passare dallo stadio del cavo. È evidente che questa prospettiva lascia presagire che il mondo sarà più o meno come adesso con altri pretendenti alle risorse limitate del nostro pianeta e quindi preannuncia più concorrenza.

La terza possibilità prevede un collasso dell’intera società a livello globale visto le interconnessioni che si sono create con la globalizzazione. Non c’è molto da discutere, il futuro sarà una catastrofe e non ci possiamo fare molto.

L’ultima possibilità consiste nell’avvio di una crescita illimitata. Un decollo. Un futuro enormemente migliore del presente che non possiamo neanche immaginare ma che già abbiamo sperimentato con la rivoluzione del metodo scientifico e la successiva industrializzazione. Credo che il sentimento per chi sostiene questa possibilità possa essere simile ai primi coloni greci che sbarcarono sulle coste dell’Italia meridionale. Questi coloni si sono trovati difronte ad una terra vergine praticamente da conquistare. Situazione molto simile ai padri fondatori degli Stati Uniti che per primi sbarcarono sulla costa Est del Nord America.

Queste quattro possibilità sono state ben descritte dal filosofo Nick Bostrom e sono il punto di partenza del libro Da Zero a Uno (Zero to One) di Peter Thiel. In realtà, questi 4 punti di vista sono esplicitati nelle ultime pagine del libro anche se sono il filo conduttore di tutto il testo.

Peter Thiel è un imprenditore californiano di origine tedesca che nell’era delle dot-com ha fondato il noto servizio di transazioni di valuta PayPal oltre che Palantir, una società che estraendo dai big-data informazioni utili riesce a prevenire reati elettronici. È inoltre finanziatore di startup come Facebook, SpaceX, Linkedin. Peter Thiel è un grande amico di Elon Mask e sostenitore del progetto Tesla.  Dopo aver venduto PayPal ad Ebay mantiene uno stretto rapporto con i soci fondatori i quali dopo la exit miliardaria hanno fondato a loro volta altre società di successo che spesso sono in sinergia fra loro. Il gruppo dei sei fondatori viene spesso definita nell’ambiente della Silicon Valley: The PayPal Mafia.

Quindi con questo curriculum possiamo ritenere che Peter Thiel la sappia lunga su come si avvia una startup e quale debba essere l’ecosistema adatto per incubarle.

Copertina Zero to One

Copertina Zero to One

In questo libro, Peter Thiel espone alcune idee originali su cosa bisogna puntare nel prossimo futuro per creare innovazione e crescita. Partendo dall’idea che il futuro debba per forza di cose essere sul modello della crescita inarrestabile, sostiene che non possiamo accontentarci di migliorare le tecnologie a piccoli passi. Le risorse sono limitate, la popolazione aumenta velocemente quindi abbiamo bisogno di una tecnologia che proponga soluzioni 10X. Ad esempio, se vogliamo che le tecnologie green si affermino definitivamente bisogna investire su un pannello solare che abbia un incremento di prestazioni 10X o una macchina elettrica che riduca i consumi 10X o una fonte energetica che aumenti l’efficienza 10X, ecce ecc. Non possiamo accontentarci di miglioramenti 1%, 2%, 5%. Questi non basterebbero ad evitare la catastrofe.

Nel mondo dei funders, la mentalità dei piccoli passi si è affermata dopo la bolla delle dot-com pertanto pochi hanno il coraggio di investire ad esempio su una statup potenzialmente profitevole come SpaceX che promette di vendere viaggi nello spazio che Thiel ha finanziato e che già ha contratti miliardari con la NASA.

Per sconfiggere questa mentalità, la scuola, il governo, le istituzioni debbono abbandonare la mentalità dei piccoli passi e fare progetti a lungo termine di visione ampia e ricadute inaspettate. Negli Stati Uniti gli ultimi progetti a lungo termine con una visione ampia é stato il progetto Apollo.

In particolare nel campo delle startup, una tecnologia sarà certamente adottata se darà vantaggi evidenti almeno 10X altrimenti potrebbe essere ignorata. Ma la tecnologia non basta. E per questo Thiel espone le 7 domande a cui ogni innovatore deve rispondere per capire se la sua idea potrà avere successo:

  1. Potete creare una tecnologia dirompente invece di un miglioramento incrementale?
  2. È il momento giusto per iniziare il vostro business specifico?
  3. State partendo con un’ampia quota di un piccolo mercato?
  4. Avete il team giusto?
  5. Avete un modo per consegnare il vostro prodotto oltre che per realizzarlo?
  6. La vostra posizione di mercato sarà difendibile da qui a 10 o 20 anni?
  7. Avete identificato un’opportunità unica che gli altri non vedono?

Bisogna rispondere SI ad almeno 5-6 domande. E certamente non basta avere la tecnologia migliore.

Ad esempio Elon Mask con Tesla ha risposto Si a tutte e 7 le domande ( 7 su 7!) e si vede!

Poi Thiel passa anche a confutare alcune idee comuni che secondo lui sono sbagliate come ad esempio quelle sui monopoli. Nella vulgata comune i monopoli sono cattivi e la concorrenza spietata fra imprese il bene. Questa idea non prende in considerazione che il monopolio in mano ad imprenditori volenterosi consente di investire massicci capitali e seminare in nuove tecnologie. Vedasi Google. Quindi ci sono monopoli buoni e monopoli cattivi. Se siete un imprenditore cercate di costruirvi un monopolio anche in una piccola nicchia e poi scalate ma evitate come la peste i mercati affollati dove si compete soltanto sul prezzo e non potrete fare innovazione in quanto i margini sono bassi

P.S.: Questa invece non l’ho capita: Secondo Thiel e il gruppo dei fondatori PayPal la cosi detta PayPal Mafia:

  • Star Wars sarebbe fantascienza capitalista
  • Star Trek sarebbe fantascienza comunista

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